La Ragazza Bionda sulla Panchina

“La Ragazza Bionda sulla Panchina” è un libro molto intenso, in cui l’amore e i sentimenti sono studiati e descritti in maniera diretta, precisa, quasi razionale, senza togliere il brivido e la magia che il romanticismo regala a ogni storia d’amore.

Nonostante la storia sia consigliata prevalentemente a un pubblico giovane e femminile, la ricercatezza dei contenuti e la precisa analisi dei sentimenti descritti rende questo romanzo adatto a chiunque voglia provare a entrare nella testa e nella vita dei protagonisti principali, e a vivere insieme a loro il difficile lavoro di introspezione che si ritroveranno a fare.

La voce a cui viene data la facoltà di spiegare l’amore nelle sue più svariate sfaccettature è quella di Vera, un personaggio molto affascinante che entrerà in scena nel quarto capitolo e che sarà determinante per completare il processo dell’evoluzione psicologica di Brian, il vero protagonista del libro.

Brian è un ragazzino di vent'anni che non riesce a staccarsi dal suo mondo fatto di egocentrismo, pessimismo, scetticismo. Nonostante giochi da professionista in un’importante squadra di calcio di serie A, convive col profondo disagio legato all'immensa popolarità che l’ha investito improvvisamente e che lo rende facile bersaglio dei cacciatori di scoop, di blogger e riviste che si occupano di gossip.

La sua ragazza, Susy, muove i primi passi nel mondo dello spettacolo ed è combattuta tra il sogno di diventare sempre più popolare, e il desiderio di assecondare l’esigenza di privacy di Brian, che vorrebbe mantenere segreta la loro relazione sentimentale.

La storia si sviluppa prevalentemente sull'evoluzione e la trasformazione dei sentimenti di Brian, sulla sua incapacità di esternare e condividere emozioni, sulla sua assodata incapacità di entrare in empatia con chiunque, persino con la sua ragazza.

Brian sa amare attraverso il corpo, attraverso il sesso. Non conosce altri mezzi di condivisione di sé, tanto che si ritroverà del tutto impreparato di fronte alle prime difficoltà e alle prime incomprensioni con la sua ragazza.

«Preciso subito che c’è poca azione e molte chiacchiere» spiega l’autrice. «La storia, in fondo, ruota interamente sull'evoluzione psicologica di questo ragazzino di vent'anni che non riesce a uscire dai vortici del pessimismo, delle convinzioni errate e dell’egoismo che lo dominano da sempre. Ogni singola parola, però, è frutto di attenta riflessione e analisi. Nulla è lasciato al caso. Spero che possa arrivare forte e chiaro l’impegno e lo studio che c’è dietro ogni singola scena.»

Nonostante sia descritto come un ragazzo bellissimo, capace di ammaliare qualunque esponente del gentil sesso, il personaggio di Brian non segue il solito cliché a cui siamo abituati nei romanzi d’amore. Presenta note caratteriali ben distinte e definite, che siamo soliti riscontrare nelle persone che, nella vita di tutti i giorni, definiremmo senza tanti giri di parole “arroganti” e “antipatiche”.

Convincente il tentativo dell’autrice di renderci umano e simpatico un personaggio che presenta caratteristiche oggettivamente negative; irresistibile la sensibilità con cui l’autrice prova ad andare in fondo al vissuto di Brian per aiutarci a capire cosa lo porta ad assumere determinati atteggiamenti nei confronti della gente e del mondo.


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